Circolare 1/2014

L'applicazione indiscriminata del Sistri è una legge contro il buonsenso
19/02/2014 - SISTRI: AGGIORNAMENTI

La tracciabilità dei rifiuti pericolosi per via telematica prevista dal SISTRI, che avrebbe dovuto in vigore il 3 marzo prossimo, rischiava di diventare un nuovo incubo per alcune categorie di artigiani come quelle degli acconciatori, delle estetiste e tatuatori, dei calzolai, degli orafi e orologiai e delle pulisecco.

Di colpo, migliaia di imprese, si sarebbero trovate ad essere considerati dallo Stato come dei produttori di rifiuti pericolosi, proprio come se gestissero un impianto siderurgico o un grande ospedale.

Se l’obiettivo del Sistri è ovviamente condivisibile per controllare la produzione e lo smaltimento dei rifiuti pericolosi e sottrarli al traffico illegale delle ecomafie, pessimo si è rivelato lo strumento utilizzato.

 

La norma prevedrebbe, infatti, che alcune categorie di artigiani, tra quelle più tradizionali che arricchisco e vivacizzano i nostri centri storici, traccino e registrino gli strumenti del mestiere che intendono buttare via. Ad esempio con le batterie per gli orologiai, con la colla dei calzolai, con la ceretta per l’estetista e così via.

Agli imprenditori l’obbligo di acquistare una chiavetta Usb con un software protetto (costo: 120 euro), seguire le istruzioni sul portale del Sistri per rendere tracciabili i propri rifiuti pericolosi e poi pagare un’imposta che parte da 130 euro e sale in base al numero di dipendenti.

“L’applicazione indiscriminata del Sistri è una legge contro il buonsenso –ha dichiarato alla stampa Paride Geroli, Presidente di Calzolai2.0–.
Per riparare le scarpe consumiamo, in media, una ventina di barattoli di colla all’anno (rifiuto per il quale si rientra nel Sistema di controllo).
Rischiamo quindi di pagare molto più per lo smaltimento che per l’acquisto della materia prima! Senza tenere conto poi che la stragrande maggioranza dei nostri colleghi non dispone di un computer in bottega. Un gap tecnologico quasi insormontabile”.

A seguito della forte azione di Confartigianato anche in occasione della manifestazione di Piazza del Popolo di ieri 18 febbraio durante la quale il tema è stato più volte toccato dal Presidente Confartigianato Giorgio Merletti , ci sono oggi delle novità importanti: IPOTESI DI RINVIO: la Camera dei Deputati ha approvato un emendamento al decreto Milleproroghe per rinviare al 1° gennaio 2015 l'entrata in vigore delle sanzioni in caso di inadempienze sul Sistri per i produttori di rifiuti pericolosi ESENZIONE: Il ministero dell'Ambiente sta per varare un decreto attuativo che esclude dal campo di applicazione del Sistri sui produttori di rifiuti pericolosi le imprese minori.

È il caso, per esempio, delle piccole aziende agricole e l'artigianato con meno di 10 dipendenti La guerra non è ancora vinta ma si intravede uno spiraglio.
Vi terremo informati A tal proposito, si riporta l’articolo apparso sul sole 24 ore di ieri 18 febbraio:

NORME E TRIBUTI18 FEBBRAIO 2014 Il Sole 24 Ore
Rifiuti. Ok di Montecitorio al posticipo da marzo a gennaio 2015 
Sistri, sanzioni al rinvio Esenti le piccole imprese 
Jacopo Giliberto 

ROMA

Il ministero dell'Ambiente, di concerto con quelli di Sviluppo economico e Infrastrutture, nei prossimi giorni completerà un decreto ministeriale che alleggerirà molti adempimenti sul Sistri, il sistema informatico per la tracciatura dei movimenti di rifiuti.

Il decreto eviterà alle piccole imprese l'obbligo di dotarsene; sarà il caso, per esempio, di microimprenditori come i barbieri o i contadini. E la "chiavetta" Usb è destinata a scomparire.

In sostanza, secondo i contenuti del decreto, che Il Sole 24 Ore è in grado di anticipare, resteranno soggette al sistema le organizzazioni e le imprese di maggiori dimensioni che producono rifiuti speciali pericolosi.

Intanto, però, le sanzioni Sistri potrebbero slittare ancora. Secondo un emendamento al Dl milleproroghe discusso ieri sera dall'Aula della Camera, le penalità per chi non si adegua al Sistri potrebbero diventare operative dal gennaio 2015. Lo prevede un emendamento di Forza Italia, approvato dopo una riformulazione del relatore Alfonso D'Attorre (Pd).

Il ministero ha incontrato le associazioni di categoria con un confronto su tavoli tecnici e ha ascoltato i suggerimenti del mondo ambientalista, accogliendo interventi per rendere meno pesanti gli adempimenti per quanto riguarda la microraccolta di rifiuti, il trasporto intermodale, l'interoperabilità del Sistri con i sistemi gestionali delle imprese di maggiori dimensioni e la possibilità di compilare in sede locale le schede in caso di difficoltà di connessione web.

Queste indicazioni dovranno essere trasformate in soluzioni tecniche e informatiche dalla società concessionaria Selex.

In aggiunta a questo, molte modifiche al Sistri sono già state introdotte: la riduzione del 50% delle interazioni tra black box e chiavette Usb (chiavette che in prospettiva spariranno), la ripetizione automatica del numero Pin, la disponibilità dei codici Onu identificativi dei rifiuti, la precompilazione delle schede nel caso in cui il trasportatore sia anche destinatario del rifiuto.

Altre modifiche dovrebbero diventare operative dal 3 marzo, quando entreranno nel sistema i produttori di rifiuti speciali pericolosi e dei rifiuti urbani della Regione Campania; queste nuove modifiche consentiranno un canale informatico unico per la soluzione dei singoli problemi e daranno la possibilità di compilare le schede indistintamente da parte di tutti i soggetti della filiera (prima della movimentazione del rifiuto).

Altri interventi di semplificazione del sistema sono poi in corso di elaborazione, sempre attraverso una concertazione costante tra pubblica amministrazione e associazioni di categoria.

«Il lavoro svolto è importante – osserva il ministro Andrea Orlando – soprattutto se si considera il fardello pesante ereditato da amministrazioni precedenti e l'avvio pasticciato di questo strumento, ma quello che c'è da fare è ancora tanto».

Il Sistri, oggetto di polemiche (e perfino di inchieste giudiziarie) per la complessità con cui fu concepito nel 2009 e per la sua difficoltà iniziale di adozione, è stato prorogato numerose volte, nonostante le sollecitazioni delle associazioni ecologiste che lo vogliono come strumento per prevenire gli illeciti ambientali.

«Sono convinto che le sinergie messe in campo possano garantire la soluzione dei problemi da sempre denunciati dalle imprese e che hanno impedito l'operatività del Sistri – conclude Orlando – lasciando varchi alle ecomafie che si traducono in gravissimi danni all'ambiente e alla salute pubblica».

 

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