dal Ciabattino al Tecnico di calzoleria

Una rivoluzione lessicale e culturale: dal Ciabattino al Tecnico di calzoleria.

Buongiorno, sono Eugenio Moro, un vostro collega, che esercita l’attività di calzolaio da 30 anni, uno dei soci fondatori di “Calzolai2.0”.

Il mio obiettivo è di far crescere e valorizzare la nostra categoria, amo il mio lavoro e vorrei trasmetterlo con forza a tutti i miei colleghi.

Vorrei creare un po’ di attenzione sulla parola ciabattino.

Dalla nascita di “Calzolai2.0”, uno tra gli impegni presi dall’associazione, era ed è tutt’oggi quello di creare una rete di calzolai più professionali con un marchio di qualità che ci potesse distinguere agli occhi della clientela, da ciabattino, scarparo, ecc.. a TECNICO DI CALZOLERIA, una definizione degna di Calzolai2.0, che a me piace molto.

Ho voluto fare questa introduzione perché ho visto un’intervista fatta ad un nostro collega dove gli veniva chiesta la differenza tra calzolaio e ciabattino.

La risposta è stata: “Il calzolaio fa le scarpe e le ripara, il ciabattino le ripara e basta”.

Questa risposta mi ha fatto riflettere, facendo una ricerca su internet ho ottenuto risultati disastrosi, ciò che mi ha infastidito particolarmente è stato proprio la parola “ciabattino”, vi cito alcune delle fonti:

  • Dizionario italiano: Ciabattino, colui che ripara scarpe rotte, fabbricante di ciabatte, chi fa male un lavoro per mancanza di impegno e di capacità;
  • Treccani.it: Ciabattino, colui che fabbrica ciabatte, che ripara e rattoppa scarpe, chi fa male il proprio mestiere, nello specifico detto di scrittori, artisti, professionisti e artigiani;
  • La repubblica.it: Ciabattino, colui che ripara scarpe rotte fabbricante di ciabatte, chi fa male un lavoro per mancanza di impegno o di capacità;
  • Wikipedia.it: Il calzolaio, anche detto ciabattino, è un artigiano che realizza o ripara scarpe, ciabatte e ogni altro tipo di calzatura. Questa professione è una di quelle messe più a rischio dall'industria, in quanto la produzione di scarpe è ormai quasi un'esclusiva delle macchine. Il lavoro dei calzolai si è ridotto perlopiù alla riparazione o alla produzione di alcune parti di esse. I materiali che essi utilizzano di più sono il cuoio, il legno, la gomma, la plastica e la iuta, solitamente per sistemare le suole. La maggior parte dei calzolai utilizza una forma in legno o oramai meno frequentemente in metallo per dare alla scarpa la giusta sagoma. Alcune forme sono dritte, mentre quelle curve sono differenziate per la scarpa destra e quella sinistra.

VI RICONOSCETE IN QUESTO??

Una figura d’altri tempi, che non è più accettabile sapendo quanto è cresciuta negli anni la professionalità del calzolaio.

Nell’immaginario comune la figura del ciabattino è quella di una persona anziana, dentro ad un luogo lugubre con una lampadina davanti alla testa, che lavora su un vecchio banchetto con attrezzi antiquati e con pochi materiali a disposizione.

Non mi pare di vederne più di queste botteghe, per questo vorrei che i primi a crescere fossimo noi mettendo bene a fuoco nella nostra testa che siamo TECNICI DI CALZOLERIA, specializzati in scarpe su misura, specializzati in lavorazione good year, o più semplicemente specializzati in riparazioni.

Ecco che se ci chiedessero la differenza tra calzolaio e ciabattino risponderemmo che questa è una figura che non esiste più, cose vecchie d’altri tempi.

Si potrebbe ad esempio ricreare la pagina di wikipedia, in modo tale da dare la giusta definizione di calzolaio e cominciare a far conoscere la parola TECNICO DI CALZOLERIA, inoltre usare il sito "Calzolai2.0" per sensibilizzare e stimolare la nostra crescita.

Dobbiamo cambiare mentalità e attraverso il nostro linguaggio migliorare la nostra immagine, spesso facciamo vedere il nostro lavoro umile come se fosse l’ultima ruota del carro.

Con questo discorso spero di essere riuscito a trasmettervi il mio pensiero, non facciamo un mestiere d’altri tempi ma un mestiere con una grande tradizione che sa stare al passo con i tempi.

 

Eugenio Moro