Circolare 3/2014

Esclusione per le imprese produttori iniziali di rifiuti pericolosi che hanno fino a dieci dipendenti
29/04/2014 - SISTRI: AGGIORNAMENTI

Geroli: “una grande vittoria di Confartigianato che mette in salvo 500mila imprese in tutta Italia e solleva la categoria dei calzolai da un adempimento, a dir poco, sproporzionato”.

Il Ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti, ha recentemente firmato il decreto ministeriale che cancella l'obbligo di adesione al Sistri per le imprese e gli enti produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi che hanno fino a 10 dipendenti.

Nello stesso decreto è spostata al 30 giugno la scadenza per il contributo annuale che le imprese devono versare al SISTRI.

“Esprimiamo grande soddisfazione per l’esclusione delle piccole imprese dal Sistri, da noi a lungo richiesta e ora finalmente ottenuta. Il decreto firmato dal Ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti cancella l’assurda equiparazione negli adempimenti sui rifiuti tra un piccolo artigiano come può essere un calzolaio e un’impresa di maggiori dimensioni”.

Questo il commento del Presidente di Calzolai 2.0 Paride Geroli a seguito dell’emanazione del decreto ministeriale che prevede l'obbligo di adesione al Sistri solo per le imprese e gli enti produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi che abbiano più di 10 dipendenti.

L’esclusione delle imprese di piccola dimensione dal sistema era un atto atteso, visto che lo stesso Ministero aveva riconosciuto la validità delle nostre ragioni subito dopo la grande manifestazione di Rete Imprese Italia del 28 febbraio scorso a Roma.

“Il ministro Galletti – continua Geroli - ha saputo mantenere con coerenza l’impegno assunto con le rappresentanze delle Pmi emanando un atto di buon senso che evita, allo Stato Italiano, di andare contro le sue stesse norme. Esiste infatti la direttiva dello Small Business Act, recepita dal nostro Governo e quindi legge nazionale, che afferma come lo Stato non possa risolvere i problemi senza tenere conto delle dimensioni delle imprese. È chiaro che come cittadini auspichiamo la serietà di un procedimento che tracci con precisione e certezza lo smaltimento dei rifiuti tossico nocivi. Ma deve essere messo in pratica per grandi imprese che producono rifiuti pericolosi in grandi quantità come ammoniaca, vernici, scarti di lavorazione di metalli pericolosi, fanghi tossici etc. Era assurdo imbrigliare migliaia di piccole attività artigianali per qualche lametta di un barbiere, delle briciole di lavorazione di un orafo oppure qualche barattolo di colla di un calzolaio".

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